Centauri al bancone del bar: dove vanno a bere i riders di Milano e dintorni

Questo articolo è stato scritto da Zero in collaborazione con Jameson Irish Whiskey.

DOVE VIVERE E BERE COME UN MOTOCICLISTA

Dici riders e via con le immagini di distese sterminate, vento tra i capelli, giacche in pelle e moto 10HP. Perché il loro è un mondo che viaggia su due ruote e porta con sé una carica immaginifica che non ha paragoni. La famosa vita spericolata e maleducata che termina il proprio viaggio sempre nel solito posto: il bar. Non importano i chilometri macinati, le gomme consumate e la schiena appesantita, ogni buon riders che si rispetti culmina il proprio percorso al bancone. In questa guida abbiamo selezionato alcuni dei locali più frequentati dai motociclisti tra Milano e provincia, dove potete trovare il tipo che vi giura che ha attraversato il Pacifico in moto e quello che non ha altra donna al di fuori del proprio motore. Ad eccezione della mamma. In questi bar si intrecciano le vite da strada di questi curiosi personaggi e, tra un whisky e l'altro, non è difficile scambiarsi opinioni, ascoltare racconti e - anche solo fantasticando – sognare di vivere una vita senza meta.

Deus Café

Via Thaon di Revel, 3
Milano

Vado al Deus praticamente in qualsiasi giorno della settimana. Che sia mercoledì dopo cena quando ho bisogno di un gin tonic o nel weekend, quando me ne servono minimo 3, mi stupisco sempre della stessa cosa. Quale crisi, direbbero gli economisti dell’ultimo banco, qui scoppia di gente e niente di meglio per me visto che posso dilettarmi nel mio sport preferito, lo human watching. Avvocati in carriera che slacciano la cravatta, cinquantenni tatuati, artistoidi hipster in stanza condivisa, motociclisti Mad Max e gente come me che passa al Deus perché un po’ è come la seconda casa, un po’ come il bar(ista) – sempre davanti casa – che ti prepara il solito. Dietro al bancone Giulio e Melania che sommersi da comande di Moscow Mule (ognuno a Milano ti saprà dire dove si beve il migliore, il Deus è sicuramente tra questi) mi scambiano per George Best e continuano a passarmi drink. Altro mio sport preferito che qui trova la sua militanza tra le massime serie: di solito succede che fisso l’immensa e fornitissima bottiglieria e mi perdo tra le etichette. Per gli appassionati di gin e di qualsiasi altro spirit un vero paradiso, ma a parte divagazioni sul tema mi sento quasi sempre appagata con un Mombasa tonic oppure un Gin Mare. Mi fermo spesso a cena, il mio tavolo preferito è quello proprio affianco al bancone che mi permette di guardare senza dare troppo nell’occhio il resto della sala. Quasi sembra di stare in un locale di Williamsburg guardandoti intorno: la cucina a vista separata da un muro di vetro, il negozio di moto customizzate che si sviluppa nella stanza contigua, aperto fino a tardi, la minuziosa cura di ogni dettaglio come le pareti coperte da curiosi oggetti legati al mondo del surf e della moto. Un posto a metà tra l’industrial con quel tocco hipster vintage che non stanca perchè mai ridondante. La professionalità e cortesia dei ragazzi in sala è veramente di livello, il menu internazionale con i classici meneghini come il risotto con ossobuco e la cotoletta. Da provare ovviamente l’hamburger servito con patate o con cipolle fritte, il ceviche, il polpo alla gallega, ma anche la fiorentina e il polletto alla brace. Anche sui dolci se la cavano più che egregiamente e non termino mai la mia cena senza un crumble al peperoncino con ricotta e frutti di bosco. Ma la vera chicca del Deus è il bellissimo dehors che si sviluppa nel cortile all’ingresso: tra alberi, pergolati con rampicanti e gente presa bene finisco la mia serata e il mio drink sempre soddisfatta.

KD House

Via Genova Thaon di Revel, 3
Milano

Quando entri al KD House ti senti subito a casa, non solo per le pareti dipinte di un bel marrone, per qualche oggetto curioso che rimanda (ancora) agli anni 50 ma soprattutto per l’atmosfera attorno al bancone. Qui si passa sempre volentieri per bere uno dei migliori Moscow Mule della città, all’occorrenza servito anche da passeggio, magari correndo verso un concerto al Blue Note o altre destinazioni isolane. Se avete appetito, gli hamburger sono di ottima qualità, davvero vi sembrerà di non essere a Milano. Il Classicone è il massimo ma, saltando gli ottimi Cheese e Bacon, ci è piaciuto molto l’Avvocato con tartare di cipolla di Tropea, salsa BBQ e ovviamente avocado ridotto a pezzettini. Fatevi raccontare la storia di Sailor Jerry e dei suoi fantastici tatuaggi che sono entrati nell’immaginario dell’Occidente o lasciatevi trascinare dalle avventure di un gruppo di riders che qui non mancano mai. Il nostro piatto preferito è il KD Pork Plate, maiale cotto a bassa temperatura, servito sfilacciato con a fianco del coleslaw (cavolo bianco, carote e sciroppo d’acero) e le ormai famose patate del KD, saporite e leggere, alternativa al fritto, cotte al forno senza burro né olio. Per concludere (o per ricominciare), ci è piaciuto assai il Tokyo-Tini con vodka, cetriolo pestato, wasabi, ginger beer e qualche piccolo segreto che non si può dire.

The Old Jesse

Via Maestri del Lavoro, 27
Saronno (VA)

Birre, heavy metal e motociclette sono le tre anime che vivono contemporaneamente in questo locale a Saronno. Non di rado ci si ferma qui, dopo aver parcheggiato la propria moto, per assistere a concerti, bere una pinta e chiacchierare con gli avventori di ogni dove. L’Old Jessy è molto caratteristico: arredi caldi a mezza via tra il pub inglese e la baita di montagna, un piccolo palco per le band che si esibiscono e soprattutto un via vai di gente con cui passare una serata. Tra motociclisti – e non – ci si intende.

Ducati Scrambler Lounge Bar

Via Arese, 20
Milano

La Ducati, manco a dirlo, è per molti unica religione e credo. Casa automobilistica italiana fondata a Bologna nel 1926, raccoglie scalmanati, tifosi, e fanatici di ogni dove sotto un unico credo: lo scudo rosso e bianco. A Milano per chi non riesce a farne a meno o per chi voglia per un attimo vedere e toccare con mano cosa voglia dire essere dipendenti da un amore, c’è il Ducati Scrambler Lounge Bar. Un luogo per appassionati e non nel moto quartiere della città: Isola. Un luogo dove fermarsi per bere un caffè, prendere un aperitivo e mangiare in pausa pranzo. Sotto lo scudo bolognese.

Tir Na Nog

Via Dante Alighieri, 10
Bresso (MI)

L’Irlanda regna sovrana in questo locale a nord di Milano (Bresso), vero punto d’incontro dei riders della zona e non solo. Qui si magia, beve, si scambiano due chiacchiere con i baristi e tutti gli avventori. Harleisti e non si danno appuntamento qui per parlare di marmitte, accessori, chilometri macinati e nuove mete da scoprire sempre in sella alla più fidata compagna. La propria moto.

Blue Bikers Pub

Via Brioschi, 7
Milano

Da oltre 20 anni che il Blues Bikers Pub a Milano è punto di riferimento per i centauri di tutta la città. Qui si celebra, tra pezzi blues e rock in sottofondo, il mito e l’amore per una delle motociclette più amate di sempre: l’Harley-Davidson e in generale quello per le due ruote. Non è difficile scambiarsi consigli, punti di vista, esperienze con i numerosi riders che popolano questo pub in via Brioschi. Tra birre e whisky al bancone e panini illegali consumati ad ogni ora, il Blues Bikers Pub è il posto dei veri amanti delle due ruote.

Suomy Café

Via Giovanni Giacosa, 4
Cinisello Balsamo

Il Suomy Cafè è un locale per chi ama la motocicletta: l’arredamento del locale è infatti ispirato al mondo delle due ruote e tutto qui porta alla passione per questo universo. Molti gli eventi che si legano al motociclismo e non di rado si viene qui per guardare sui maxi schermi le gare di MotoGP e altre competizioni. Se siete dei centauri anche voi, o se semplicemente volete vivere un’ora come loro, passate da qui: il Suomy è il posto giusto per voi.

Rock'n'Roll

Via G. Bruschetti, 11
Milano

Qui mi mandò Andrea. Ha la musica nel sangue, il ragazzo, e l’alcol. Respect. Perché buttare via soldi alle solite feste del cazzo se in città c’è un bel covo rock dove abbeverarsi a litrate con poco, sdraiarsi su sedie tempestate di adesivi, e magari gustarsi un bel live con a fianco Ozzy Osbourne, Mangoni o il cantante dei Buzzcocks dotato di pacemaker? Fra chiodi d’altri tempi e ragazzini con gli spandex, non ti accorgi che il tempo passa.

LA STORIA DELLA NOSTRA PRODUZIONE

Jameson Irish Whiskey

Come puoi immaginare, produrre un Irish whiskey blended che incontra i favori degli appassionati da oltre due secoli non è cosa da poco. Ma non preoccuparti, siamo riusciti a condensare più di 200 anni di coraggio, maestria e gradimento generalizzato dei sapori in un unico breve racconto. Eccoti svelato il segreto che si cela dietro la nostra morbidezza inconfondibile, la nostra lavorazione e i nostri artigiani.